Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Sondrio

convegno
Sondrio | 25 novembre 2022 | sala "A. Succetti" di Confartigianato | 14.00>18.00 | 4CFP gratuito
Iscrizioni_entro il 23 novembre 2022 dalla piattaforma CNAPPC

Il libro di Stanisław Kłosowski Architetti e costruttori di Piuro nella Poloniadel XVI e XVII secolo (a cura di Guglielmo Scaramellini, trad. di Serafina Santoliquido, Milano, Franco Angeli, 2022, edizione originale polacca 2021) è esemplare perché partendo dalla “scoperta” sul campo dell’architetto Antonio Pelacini, costruttore della basilica e del convento dei Bernardini di Leżajsk, l’autore ha progressivamente individuato e tracciato una rete di collaborazioni artistiche e operative all’interno di un gruppo cospicuo e coeso di emigrati, partiti dal piccolo comune alpino di Piuro e dediti alle attività edilizie in un periodo che va dal 1560 circa alla metà del secolo successivo.

Ma l’opera è anche eccezionale, non solo per i risultati raggiunti ma anche per le condizioni in cui è stata effettuata, che rendono tali risultati ancor più straordinari: con il borgo di Piuro scomparvero un migliaio di persone, ma anche tutte le fonti documentarie che esso custodiva: pubbliche e private, ecclesiastiche e civili. Dunque la ricerca storica sugli artisti è stata condotta su altri archivi, locali (come il Notarile di Sondrio) e stranieri, in Polonia, Lituania, Ucraina, Bielorussia, spesso con grandi difficoltà.

Individuato e ricondotto a Piuro l’architetto Antonio Pelacini, dagli archivi e dagli studi di storia dell’arte polacca sono emersi altri personaggi, talora già individuati ma di provenienza ignota o mal interpretata: “Joannes de Val Clavena de la villa Piur”, Pietro Bonalli (detto Szczotka, Spazzola) padre e figlio, Giovanni Malinverni di Piuro, ma anche di altre provenienze, come Grosio, di cui sono originari tre importanti costruttori attivi a Lublino tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo: Agostino e Giacomo Tramanzoli, forse parenti fra loro, e Giacomo Zumelli.

Nomi che si aggiungono a quelli dei muratori, costruttori, architetti individuati a Praga dalla storica boema Marie Buňatová (2019), dove hanno preso la cittadinanza fra il 1574 e il 1621 Martino Vlach, Italiano, di Tirano, Giovanni Costa di Novate, Giacomo Cristoforo de Lingo di Bormio, Battista Laxa di Piuro, Bartolomeo Kaczonu di Tirano, scalpellino. Ad essi si aggiungono quattro edili della Val Codera: l’impresario Pietro e i muratori Domenico e Antonio della Pasquina, più Tomaso della Cola, detto “Trapolini”. Proprio quest’ultimo soprannome offre una possibile pista per individuare l’identità di due importanti costruttori italiani attivi in Polonia nei primi decenni del Seicento: Mattia Trapola o Trapolini padre e figlio, che Stanisław Kłosowski aveva ipotizzato fossero piuraschi ma che un altro studioso polacco vorrebbe originari di Portogruaro (Ve). Ulteriori ricerche d’archivio potranno forse dare qualche certezza sulla questione.

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